Elisabetta Zini è un’artista visiva e tatuatrice.
Attraverso il suo lavoro unisce arte materica e tatuaggio per creare percorsi artistici su misura, nati dall’ascolto e dalla relazione, in cui ferite, imperfezioni e vissuti non vengono nascosti, ma trasformati in segni di forza, consapevolezza e autenticità.
Da questo approccio nasce The Skin Project, un progetto che mette al centro la persona e il suo racconto, offrendo uno spazio in cui il dolore vissuto possa essere riconosciuto e trasformato, non per “tornare come prima”, ma per dare valore a ciò che siamo diventate. L’esperienza prende ispirazione dalla filosofia del Kintsugi, un’antica pratica che insegna a non nascondere le fratture, ma a valorizzarle, rendendole parte della nuova forma.
Allo stesso modo, questo progetto vuole accompagnare ogni donna nella possibilità di scegliere come guardare e dare significato alla propria storia.
Il progetto si chiama Opera su materia Ogni opera nasce da un incontro e da un ascolto profondo. Il lavoro prende forma come ritratto della persona: una figura abbozzata, costruita a partire da immagini reali e condivise, viene riportata su un supporto materico. La persona diventa parte attiva del processo creativo: rompe fisicamente la materia, intervenendo direttamente sull’opera che la rappresenta. I frammenti vengono poi ricomposti insieme, inserendo l’oro tra le fratture, in un gesto simbolico e consapevole. Successivamente è l’artista a concludere il quadro, attraverso un intervento pittorico e materico che restituisce una nuova forma visiva e figurativa.
L’opera finale racchiude l’intero percorso: il gesto della persona, lo sguardo artistico e la trasformazione avvenuta lungo il cammino condiviso.
Sabato 21 febbraio alle ore 10:00 presso il nostro spazio al Città Fiera è stato organizzato un incontro dal vivo dedicato a chi è interessata, durante il quale il progetto verrà spiegato nel dettaglio e sarà possibile fare domande e approfondire ogni aspetto.






